L’assassinio di Alessandro

Il primo duca di Firenze viene ucciso dal proprio cugino, Lorenzino de’ Medici. Ma l’omicidio non restituisce la libertà a Firenze: porta al potere Cosimo I.

In breve

Data
5 – 6 gennaio 1537

Alessandro riceve Firenze dalle mani di papa Clemente VII dopo l’assedio. Nel 1532 una riforma sopprime la Signoria: diventa «duca della Repubblica fiorentina», a titolo ereditario, affiancato da un consiglio di duecento membri e da un Senato di quarantotto.

Si rende impopolare presso le grandi famiglie. Alla morte di Clemente VII, nel 1534, gli esuli fiorentini chiedono a Carlo V di sostituirlo; ottiene ragione a Napoli nel 1536 e poco dopo sposa Margherita d’Austria, figlia naturale dell’imperatore.

Il cugino Lorenzino, del ramo cadetto, letterato brillante, è anche il suo compagno di dissolutezze. Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 1537 lo attira a casa sua con un pretesto e lo uccide con l’aiuto di un sicario.

L’omicidio non ristabilisce la Repubblica. Per evitare una sollevazione o un intervento dell’imperatore, Francesco Guicciardini e il Senato dei Quarantotto si affrettano a designare un altro Medici del ramo cadetto: il 9 gennaio, Cosimo, figlio di Giovanni dalle Bande Nere, diciassette anni. Credono di tenerlo in pugno: sarà solo «capo e primo della città», con 12.000 scudi l’anno.

Cosimo se ne affranca presto. Il 1° agosto 1537 le sue truppe, guidate da Alessandro Vitelli, travolgono a Montemurlo gli esuli repubblicani, sostenuti dalla Francia. Tre secoli dopo, l’assassinio di Alessandro ispira a Musset il dramma Lorenzaccio.

Immagine: Giovanni Cavino (Rijksmuseum) · CC0 · Fonte