Palazzo Pitti

Costruito per un rivale dei Medici e poi acquistato da Eleonora di Toledo, Palazzo Pitti diventa la residenza dei granduchi di Toscana.

In breve

Data
XV secolo, acquistato nel 1549

Il mercante Luca Pitti, amico e poi avversario dei Medici, lo fa costruire a metà del Quattrocento come residenza privata; la tradizione ne attribuisce il disegno a Brunelleschi. Alla sua morte, nel 1473, il palazzo resta incompiuto.

Nel 1549 Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I, lo acquista per farne una residenza degna del futuro granducato. Bartolomeo Ammannati lo amplia verso la collina, aggiunge due ali a ferro di cavallo e crea un cortile monumentale; dietro si estende il Giardino di Boboli.

Ferdinando I ne fa il cuore della corte e vi colloca una parte delle sue antichità. Il Corridoio Vasariano lo collega a Palazzo Vecchio. Dal 1637 al 1647 Pietro da Cortona vi dipinge per Ferdinando II le sale di rappresentanza.

Il palazzo è abitato per quasi quattro secoli da tre dinastie: i Medici, gli Asburgo-Lorena, che aggiungono le due ali anteriori, poi i Savoia. Passato alla Corona d’Italia nel 1860, è donato allo Stato nel 1919. Ospita oggi la Galleria Palatina, il Tesoro dei Granduchi e la Galleria d’arte moderna.

Immagine: John Samuel · CC BY-SA 4.0 · Fonte