Convento di San Marco
Ricostruito a spese di Cosimo il Vecchio, il convento di San Marco custodisce gli affreschi del Beato Angelico e la prima biblioteca pubblica del Rinascimento.
In breve
- Data
- 1437 – 1443
La ricostruzione del convento domenicano di San Marco, a due passi dalla casa dei Medici, è la principale commissione di Cosimo il Vecchio. Secondo il suo biografo Vespasiano da Bisticci, è lo stesso papa Eugenio IV a consigliargli di dedicarvi 10.000 fiorini per alleggerire la sua coscienza di banchiere.
Il suo architetto, Michelozzo, costruisce il convento dal 1437 al 1443. Cosimo vi si fa allestire una cella doppia, dove si ritira a pregare.
Per dipingere le celle e gli spazi comuni, Cosimo sceglie il Beato Angelico, che vi lavora dal 1438 al 1445. Il museo conserva oggi la più grande collezione al mondo delle sue opere, tra cui la celebre Annunciazione.
Michelozzo vi costruisce anche una biblioteca, che Cosimo arricchisce con i manoscritti dell’umanista Niccolò Niccoli. È la prima biblioteca «pubblica» del Rinascimento: Marsilio Ficino e Pico della Mirandola verranno a studiarvi.
Nel 1490, su insistenza di Lorenzo il Magnifico, il domenicano Girolamo Savonarola vi è nominato lettore; ne diventa priore nel 1491. Le sue prediche accompagneranno la caduta dei Medici nel 1494. Nel 1869 il convento è diventato il Museo nazionale di San Marco.
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Immagine: Sailko · CC BY-SA 4.0 · Fonte

